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Utente: giulialamezia
Una ragazza a volte solare e altre incazzata con il mondo intero. Odio le ingiustizie e la povertà d'animo e nel mio piccolo combatto per cambiare qualcosa.

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passaparola Basta! Parlamento pulito Locations of visitors to this page
lunedì, 26 gennaio 2009

Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze.

Dopo tutto quello che sta accadendo in questi giorni, io mi chiedo come sia possibile una cosa del genere, mi domando come fa un Presidente del Consiglio a pronunciare la frase "Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze"!!!!  Fuori luogo, offensivo fare delle battute su determinati argomenti, umiliante per le donne, straziante per le vittime. Possibile che nessuno prenda a calci quest'essere? Altro che il lancio delle scarpe contro Bush!!! Ma in che paese viviamo? Purtroppo c'è troppa poca serietà e regna l'ignoranza.

Viva l'Italia!

postato da: giulialamezia alle ore 26/01/2009 10:47 | link | commenti (1)
categorie: politica, cronaca, rivoluzione, violenze
sabato, 10 gennaio 2009

Tre crudeli giovani

santino accettapietro mazzottaemanuele carusoIn ordine partendo da sinistra: Santino Accetta, 34 anni, Pietro Mazzotta, 20, Emanuele Caruso, 20.Sono loro i tre che hanno legato, picchiato e bruciato vivo Cristian Galati. Questi bei faccini si sono trasformati in una notte in orchi senza pietà. Con quale coraggio si può bruciare una persona? E soprattutto come si fa sapendo che questa è ancora viva? Forse è proprio quello il gusto, sapere che soffrirà fino alla fine? Ecco a cosa serve il reato di tortura, questa è tortura, ma non verrà punita, anzi, se Cristian Galati non dovesse morire (e speriamo che viva a lungo e si risvegli il più presto) questi tre verrebbero accusati solo di TENTATO OMICIDIO! Ti bruciano vivo e se ne vanno convinti che tanto morirai carbonizzato assaggiando le pene di Cristo e l'accusa è TENTATO OMICIDIO! Non è possibile!

postato da: giulialamezia alle ore 10/01/2009 09:30 | link | commenti (6)
categorie: cronaca, violenze, lamezia terme, misteri scomparse
mercoledì, 17 dicembre 2008

Ragazzo violentato in carcere, si suicida

Nel mese di agosto è venuto alla luce un caso di estrema violenza all’interno delle mura del carcere di Catania che oggi è ritornato alla ribalta per lo stesso caso “chiuso” tragicamente. Klaus Davi che conduce la trasmissione Klauscondicio su YouTube ha intervistato quest’estate l’avvocato Antonio Fiumefreddo, che ha raccontato un episodio accaduto circa due anni prima ad un suo assistito, un ragazzo di 20 anni che “a causa” dei suoi modi effeminati e della sua passione per le poesie che scriveva con amore e dedizione è stato violentato da otto detenuti anche loro in carcere per mafia riportando una lacerazione dell’ano tanto da richiedere 9 punti di sutura. Fu violentato perché secondo loro era omosessuale e per gli "uomini d'onore" un vero mafioso non può esserlo quindi l’anno punito. Perché sapete un vero uomo d’onore non può essere frocio ma può inculare come un frocio! (Chiedo scusa per la parola frocio, non è usata in maniera offensiva contro i gay ma contro i mafiosi). Ovviamente la condanna dell’arcigay fu durissima e anche quella di deputati e politici in genere, ma alla fine passato il momento di rabbia (vera o presunta che sia) i politici non hanno fatto nulla per salvare questo ragazzo che lunedì scorso nel carcere catanese Bicocca si è suicidato impiccandosi. E’ molto probabile che l’episodio raccontato dall’avvocato del ragazzo non sia stato isolato, e anche se lo fosse stato, questa persona è stata torturata e come sappiamo in Italia non c’è alcuna legge che punisce la tortura, in questo caso i detenuti potrebbero essere accusati solo di violenza sessuale. E’ un paese civile questo? E poi perché mettere un ragazzo dai modi effeminati insieme ad altri detenuti? E’ come mettere un gattino in un recinto di cani affamati. Questa è l’Italia, un paese spesso senza diritti dove ai gay non è riconosciuta neanche la dignità personale.

Viva l'Italia

postato da: giulialamezia alle ore 17/12/2008 12:54 | link | commenti
categorie: cronaca, carcere, violenze