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Utente: giulialamezia
Una ragazza a volte solare e altre incazzata con il mondo intero. Odio le ingiustizie e la povertà d'animo e nel mio piccolo combatto per cambiare qualcosa.

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mercoledì, 23 settembre 2009

Una testa di agnello sanguinante alla Cisl.

Una testa mozzata di agnello è stata lasciata davanti agli uffici della segreteria regionale della Cisl di Lamezia Terme. testa coniglioIl macabro reperto, sanguinante e avvolto in una busta di plastica, era accompagnato da un biglietto anonimo recante minacce di morte. Subito dopo il rinvenimento il segretario generale Calabria Luigi Sbarra ha avvertito le forse dell’ordine che hanno svolto i rilievi e gli adempimenti del caso, sequestrando il pacco e convocando successivamente negli uffici del commissariato i dirigenti sindacali per l’apertura formale delle indagini.

n.b. la foto dovrebbe essere di una testa di coniglio che ho trovato su google, l’ho postata giusto per rendere l’idea dello spavento che ha subito chi l’ha trovata.

p.s. splinder ha deciso di eliminare la foto della testa di coniglio sanguinante, non capisco perchè. Forse impressiona qualcuno? Beh il senso era proprio quello, far capire la crudeltà del gesto e il suo significato intimidatorio.

postato da: giulialamezia alle ore 23/09/2009 11:41 | link | commenti
categorie: lamezia terme, bombe intimidazioni
lunedì, 21 settembre 2009

Parrucchieria incendiata.

Hanno rotto il vetro e lanciato una bottiglia di liquido infiammabile all’interno di una parrucchieria situata in via Marconi a Lamezia. L’incendio è stato domato dai vigili del fuoco che hanno evitato che le fiamme si propagassero ovunque, rovinato parte dell’arredamento e annerite le pareti del locale. Dopo un periodo di calma, che non segnala nulla di buono e confortante, torna a farsi sentire la mafia del racket
postato da: giulialamezia alle ore 21/09/2009 09:32 | link | commenti
categorie: racket, lamezia terme, bombe intimidazioni
venerdì, 28 agosto 2009

Dramma della sanità in Calabria.

Ieri l’ultima delle tante vittime, Giuseppe Francolino, un ragazzo di 26 anni di Tropea (Vv) è stato portato all’ ospedale di Vibo Valentia il 17 agosto con forti dolori all’addome e rimandato a casa con una cura di antidolorifici. Il 20 agosto i familiari non fidandosi delle cure dei medici di Vibo in quanto il ragazzo continuava ad accusare forti dolori, lo hanno portato all’ospedale di Lamezia Terme dove è stato operato per un’ appendicite acuta. Dopo una settimana il ragazzo è deceduto. Se si trattasse di un caso di malasanità (perché ancora non è certo che lo siano tutti) questo è solo l’ultimo di tanti, infatti solo nel mese di agosto sono morte sette persone tra le quali due bambine:

 

10 agosto Graziamaria Granata, una bambina di 8 anni, di Belvedere Marittimo, è deceduta nell'ospedale di Cetraro (Cosenza) dopo un ricovero per vomito e diarrea.

 

11 agosto, Paolo Fazio, un uomo di 65 anni, di Frascinero, è deceduto nell'ospedale di Trebisacce (Cosenza), ricoverato per stati febbrili.

 

14 agosto, Antonio Abruzzese, 50 anni, è deceduto ad Acri dopo essere stato ricoverato per un dolore alla gamba.

 

15 agosto, Chiara Gambettola, una donna incinta di 44 anni, è deceduta nella clinica privata Villa Elisa di Cinquefrondi dopo aver partorito il suo quarto figlio.

 

24 agosto, Sara Sarti, 5 anni, è stata rimandata a casa dopo essersi presentata all’ospedale di Locri accusando febbre e vomito, è deceduta.

 

25 agosto, Felice Antonio Caligiuri, 61 anni di Catanzaro Lido. Dopo tante ore di attesa nel pronto soccorso dell'ospedale di Catanzaro, con l'assegnazione prima di un codice bianco poi di quello verde, e' morto dopo avere accusato forti dolori al petto.

 

27 agosto, Giuseppe Francolino, 26 anni di Tropea, è morto all’ospedale di Lamezia Terme dopo un’operazione per un’appendicite acuta.

postato da: giulialamezia alle ore 28/08/2009 16:14 | link | commenti
categorie: bambini, cronaca, sanità, lamezia terme
sabato, 08 agosto 2009

Ecco l'amico-traditore!

Domenico GiampàE’ lui l’amico-traditore.

Domenico Giampà, 28 anni, nipote del “professore”, boss di  Lamezia, da anni in carcere. Fermato la sera del 05 agosto e accusato di aver partecipato insieme ai fratelli Aldo e Aurelio Notarianni, all’omicidio di Roberto Amendola avvenuto la sera del 13 novembre 2008. Domenico Giampà, secondo gli inquirenti, è la persona che ha contattato Roberto Amendola dandogli appuntamento per portarlo da chi doveva vendergli la pistola, consapevole del fatto che invece sarebbe stato ucciso. Giampà è stato identificato attraverso le intercettazioni telefoniche (la chiamata fatta ad Amendola) e il gps che era nella macchina della vittima e che si è fermata quella sera in via Murat, davanti all’abitazione di Giampà per poi raggiungere il luogo dell’imboscata.  La certezza che la voce fosse quella di Giampa' e' arrivata oltre che dalle analisi tecniche, da due persone vicine a Giampa', che convocati da Carabinieri hanno riconosciuto con certezza la sua voce . 2I carabinieri continuano a indagare, si presume infatti che nei prossimi giorni vengano fermate altre persone coinvolte nell’omicidio. E’ un grande risultato per la città di Lamezia Terme risolvere casi di omicidi di mafia, quasi sempre rimasti senza colpevoli. Ma negli ultimi anni, le cose sono cambiate, grazie ad una squadra di inquirenti e magistrati che lottano per sconfiggere la criminalità organizzata.

postato da: giulialamezia alle ore 08/08/2009 11:00 | link | commenti (1)
categorie: cronaca, carcere, lamezia terme, omicidi a lamezia, sparatoria a lamezia
giovedì, 06 agosto 2009

Terzo arresto per omicidio Amendola

C’è stato un terzo arresto a Lamezia questa notte per l’omicidio di Roberto Amendola, si tratta di Domenico Giampà. Ancora non si conoscono i particolari del ruolo di Giampà nell’omicidio. Aggiornerò prima possibile, nel frattempo pubblico le foto di Aurelio e Aldo Notarianni, i due fratelli arrestati e accusati di essere gli esecutori materiali dll’omicidio di Roberto Amendola.

Aurelio Notarianni Aldo Notarianni

postato da: giulialamezia alle ore 06/08/2009 10:26 | link | commenti
categorie: cronaca, carcere, lamezia terme, omicidi a lamezia, sparatoria a lamezia
martedì, 04 agosto 2009

Dettagli omicidio Roberto Amendola

La conferenza stampa svoltasi ieri mattina ha chiarito la dinamica dell’omicidio di Roberto Amendola e dei successivi arresti. Vi riporto quindi com’è andata secondo la ricostruzione degli inquirenti la sera del 13 novembre 2008.                                                                                            

Qualcuno, presumibilmente un amico di Roberto Amendola, non ancora identificato e chiamato dagli inquirenti “il traditore”, lo ha portato quella sera stessa a casa di uno dei fratelli Notarianni, era tutto organizzato, era una trappola con i fiocchi e l’amico ha avuto il coraggio di chiamarlo sapendo che sarebbe andato dritto fino alla tomba. Nell’auto di Roberto Amendola c’erano delle 4microspie e il cellulare era intercettato in quanto era ovviamente tenuto sotto controllo dagli inquirenti per le rapine fatte in passato. Roberto era in cerca di una pistola perché secondo gli inquirenti voleva farsi strada da solo, voleva diventare un boss (e già questa definizione mi sembra una grossa stronzata, non è che si diventa boss da un giorno all’altro o solo grazie ad una pistola) ma secondo gli amici che sono stati anch’essi2 intercettati, questi è stato ucciso per niente, quindi non perché avesse dato fastidio a qualcuno cercando di diventare un boss.

Comunque quella sera viene contattato da un amico, (probabilmente era stato lui stesso a rivolgersi a questa persona per l’acquisto di una pistola) che gli dà un appuntamento per  portarlo da chi doveva vendergliela e lo porta dai fratelli Notarianni.

Ricostruisco il dialogo tra l’amico traditore e la persona che gli inquirenti riconoscono in Aldo Notarianni.

Dalle microspie presenti in macchina di Roberto Amendola si sente questo “amico” che scende dall’auto:

Amico: Aspetta nta machina, ca mo viagnu (Aspetta in macchina che ora arrivo)

Si sente poi il suono di un citofono e la voce dell’amico: Ca è (E’ qui)

Aldo Notarianni: Duv’è duv’è (dov’è)

Amico: Là arriatu a vinella (Lì, dietro la viuzza)

Aldo Notarianni: Jamu (Andiamo)

 

Si sentono i passi avvicinarsi alla Lancia Y, il rumore di un caricatore e due spari. Così muore un ragazzo di 24 anni a Lamezia.

1

Ma c’è di più, dopo la  sua uccisione in modo così crudele ci sono i commenti degli assassini che chiacchierano come se niente fosse, subito dopo gli spari, con il cadavere ancora caldo uno dice agli altri «Va pija a machina. Viniti arriatu a mmia. Carmu, carmu, viniti arriatu. U pijai drittu 'nta testa. Jetta a pistola dintra. Mi vulissi cacciari u giubbinu, chi dici? Jamu, mintici fhuacu».  (Vai a prendere la macchina. Venite dietro di me. Calmo, calmo, venite dietro. L’ho preso dritto in testa. Butta la pistola dentro. Mi vorrei togliere il giubbino, che dici? Dai, incendiala)
3

Per uccidere e carbonizzare una giovane vita gli assassini hanno provato le stesse emozioni che si provano bruciando sterpaglia.

 

Non hanno avuto neanche la pietà di far vedere il suo viso ai genitori per l’ultima volta.

Ecco, così muore un ragazzo di 24 anni a Lamezia.

postato da: giulialamezia alle ore 04/08/2009 18:29 | link | commenti
categorie: cronaca, carcere, lamezia terme, omicidi a lamezia, sparatoria a lamezia
lunedì, 03 agosto 2009

Arrestati i presunti assassini di Roberto Amendola

Aldo e Aurelio Notarianni, questi i nomi dei presunti assassini di Roberto Amendola, ucciso con due colpi di pistola alla nuca e bruciato nella sua auto il 13 novembre 2008, a 24 anni. 3Gli è stato riservato un trattamento da boss, bruciato come si fa con i peggiori traditori, ma ormai qui è diventata una moda bruciare dopo avere ucciso, è un ulteriore sfregio utile anche a cancellare le tracce. Ma questa volta ci sono 2 arrestati, due fratelli che sabato 01 agosto sono stati messi dietro le sbarre con l'accusa di omicidio in concorso premeditato ed aggravato dall'avere agito con crudelta'. 1Aldo e Aurelio Notarianni, di 44 e 46 anni accusati di essere gli autori materiali dell’omicidio. Al momento non si conoscono ulteriori dettagli, dopo la conferenza stampa che sta avendo luogo presso la Procura della Repubblica di Lamezia Terme questa mattina, aggiornerò l’articolo.

postato da: giulialamezia alle ore 03/08/2009 10:35 | link | commenti (2)
categorie: cronaca, carcere, lamezia terme, omicidi a lamezia, sparatoria a lamezia
sabato, 04 luglio 2009

La storia di Santo Panzarella e la giustizia italiana

Il 10 luglio 2002 scompare Santo Panzarella, un ragazzo di 29 anni. Due giorni dopo viene ritrovata la sua auto, un’Alfa Romeo 164, carbonizzata nelle campagne di Francavilla Angitola (Vv). Lui scompare nel nulla. Il motivo di questa sparizione lo spiega sua madre, Angela Donato, intervistata più volte da “Chi l’ha visto” non per fare appelli al figlio affinchè tornasse a casa, o ad un presunto rapitore affinchè lo liberasse, no, Angela Donato ha fatto appelli per chiedere la restituzione del cadavere del figlio per seppellirlo e avere un posto dove andare a piangerlo. Sapeva che quando si scompare in Calabria si tratta quasi sempre di “lupara bianca”. La scomparsa di Santino Panzarella è la conseguenza della relazione che aveva intrapreso con una donna, la moglie del boss Rocco Anello. Ad accorgersi di questa relazione (il boss era all’oscuro di tutto, o almeno così si dice), il fratello del boss Tommaso Anello e due affiliati della cosca Anello, Vincenzo e Giuseppe Fruci (AMICI di Panzarella). Questi tre personaggi hanno attirato con una scusa Panzarella nella zona industriale e qui (secondo le dichiarazioni del pentito Michienzi, amico di Panzarella che ha assistito al suo omicidio) è stato sparato. I killer convinti di averlo ucciso, lo hanno messo nel portabagagli, ma Panzarella non era morto, racconta Michienzi “Appena il cofano si aprì vidi Santino con il volto dilaniato e sanguinante che tentava di alzarsi dicendo: “Aiuto, bastardo, mi ha sparato”. Io ero letteralmente agghiacciato. Giuseppe Fruci prese una pistola automatica da sotto la maglietta.. L’arma si era inceppata e cercò più volte di sbloccarla, e quindi chiamò suo fratello Vincenzo che con una manovra rese funzionante l’arma, quindi si avvicinò a  Santino ed esplose un colpo alla fronte freddandolo. Io ero raccapricciato. Giuseppe Fruci ha detto più volte di chiudere il cofano, ma un ginocchio di Santino ne ostruiva la chiusura. Porto indelebile il ricordo di Giuseppe che più volte sbatteva il cofano della 164 alla gamba di Santino prima di riuscire a chiuderlo”.

Dopo anni è stata trovata una clavicola che appartiene a Santo Panzarella. Nell’ottobre del 2006 vennero arrestati i tre accusati del crudele omicidio. Prima di rendere pubbliche le motivazioni dell’uccisione di Panzarella, i magistrati convocarono la moglie del boss offrendole protezione ma lei rifiutò e tornò a casa dal marito. Ora la situazione è questa, due dei tre imputati, Tommaso Anello e Vincenzino Fruci, hanno chiesto il rito abbreviato (in caso di condanna avranno lo sconto di pena di un terzo), nell’aprile scorso il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Gerardo Dominijanni ha chiesto due ergastoli accusando gli imputati di omicidio pluriaggravato – dalla premeditazione e dalle modalità mafiose - di detenzione e porto illegale di arma da fuoco, e concorso in distruzione di cadavere aggravata.

Volete sapere com’è finita tutta questa storia?

 

03/07/09

Sono stati assolti per non aver commesso il fatto Tommaso Anello, di 45 anni, e Vincenzino Fruci, di 33 anni, accusati dell'omicidio di Santo Panzarella, scomparso il 10 luglio 2002. La sentenza e' stata emessa dal Giudice per le udienze preliminari del tribunale di Catanzaro, Abigail Mellace, dinanzi al quale si e' svolto il processo con rito abbreviato. Al termine della requisitoria il pm della Dda di Catanzaro, Gerardo Dominijanni, aveva chiesto la condanna all'ergastolo per i due imputati. Alla lettura della sentenza un grido, quello di Angela Donato, la madre di Panzarella e un disperato "Mi farò giustizia da sola!"

 

Vergognosa Italia!

 

Quasi dimenticavo, un condannato c’è stato, chi?? Il collaboratore di giustizia Francesco Michienzi, condannato a 10 mesi e al pagamento di tutte le spese processuali.

 

p.s. chissà se il Governo manderà gli ispettori per chiarire questa situazione!!!

 

Libri:

L’osso di dio di Cristina Zagaria

La Santa – Viaggio nella ‘ndrangheta sconosciuta di Oliva Ruben H. e Fierro Enrico (libro e dvd)

Il corpo e il sangue d’Italia. Otto inchieste da un paese sconosciuto (una delle inchieste si intitola “Scandalo a Filadelfia” e parla delle numerose scomparse dette “lupara bianca”)

postato da: giulialamezia alle ore 04/07/2009 12:24 | link | commenti (1)
categorie: cronaca, carcere, lamezia terme, misteri scomparse, omicidi a lamezia
venerdì, 20 marzo 2009

E' morto Cristian Galati

Il 16/03/09 è morto nell’ospedale di Bari Cristian Galati, il ragazzo di Filadelfia (Vv) bruciato vivo da tre bestie e trovato la mattina del 01/01/09 a Curinga (Cz), ancora vivo, agonizzante, con ustioni di terzo grado su tutto il corpo, con la testa fracassata. Dopo essere stato sequestrato, picchiato con un martello in testa, e bruciato vivo ha avuto ancora la forza di rimanere sveglio fino al suo ritrovamento e dire i nomi delle “persone” che lo avevano conciato in quel modo, dopo il nulla, prima il coma, poi la morte. Ora per i tre che sono in carcere l’accusa è di omicidio! Vi ricordo il post in cui ho parlato di Cristian e del fratello scomparso nel 2006, tutto iniziò da lì:

http://giulialamezia.splinder.com/tag/misteri+scomparse

per non dimenticare le bestie:

emanuele carusopietro mazzottasantino accetta

postato da: giulialamezia alle ore 20/03/2009 12:20 | link | commenti (1)
categorie: cronaca, lamezia terme, misteri scomparse
venerdì, 16 gennaio 2009

Napolitano a Lamezia

Una folla si e' riversata per le strade di Lamezia Terme per salutare il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che di mestiere fa proprio questo, girare per le città e passeggiare, infatti ieri mattina era a Cosenza, alle 16.30 a Lamezia e ieri sera a Reggio Calabria. Utilità: nulla. Ma ovviamente come in ogni città che si rispetti si fanno grandi preparativi, come per esempio togliere i bidoni dell’immmondizia dalle strade che percorrerà il presidente a piedi e con l’auto.napolitano con il sindaco speranza Ma perché secondo voi lui si accorge se ci sono o no? Ma non importa è la prassi dell’accoglienza quando si tratta dell’uomo più importante d’Italia…su questa frase avrei da ridire! Cos’ha detto il Presidente? “Il sud reagisca, si deve sconfiggere la criminalità, la politica deve pensare al Mezzogiorno, ecc…” io non sono andata a vederlo perché già sapevo cos’avrebbe detto. A quanto ne so però non ha risposto alla letteralamezia della vedova dell’avvocato Ciriaco ucciso il primo marzo 2002, mamma di 6 figlie che non ha ancora ricevuto giustizia…giusto una parolina, ma no perdeva troppo tempo, doveva muoversi perché la sera a Reggio doveva assistere al concerto dell’orchestra sinfonica. E poi un’altra cosa che mi da veramente ai nervi è l’impressionante spiegamento di forze dell’ordine in una città dove scompaiono persone, altre vengono uccise, i commercianti rischiano la vita neanche fossero al fronte e nessuno si muove, per il Presidente si è immobilizzata una città.
postato da: giulialamezia alle ore 16/01/2009 10:06 | link | commenti (2)
categorie: politica, lamezia terme
sabato, 10 gennaio 2009

Tre crudeli giovani

santino accettapietro mazzottaemanuele carusoIn ordine partendo da sinistra: Santino Accetta, 34 anni, Pietro Mazzotta, 20, Emanuele Caruso, 20.Sono loro i tre che hanno legato, picchiato e bruciato vivo Cristian Galati. Questi bei faccini si sono trasformati in una notte in orchi senza pietà. Con quale coraggio si può bruciare una persona? E soprattutto come si fa sapendo che questa è ancora viva? Forse è proprio quello il gusto, sapere che soffrirà fino alla fine? Ecco a cosa serve il reato di tortura, questa è tortura, ma non verrà punita, anzi, se Cristian Galati non dovesse morire (e speriamo che viva a lungo e si risvegli il più presto) questi tre verrebbero accusati solo di TENTATO OMICIDIO! Ti bruciano vivo e se ne vanno convinti che tanto morirai carbonizzato assaggiando le pene di Cristo e l'accusa è TENTATO OMICIDIO! Non è possibile!

postato da: giulialamezia alle ore 10/01/2009 09:30 | link | commenti (6)
categorie: cronaca, violenze, lamezia terme, misteri scomparse
venerdì, 02 gennaio 2009

Capodanno movimentato, tra concerti e tentati omicidi

E’ stato un capodanno intenso, pieno di eventi, soprattutto negativi…ovviamente. A parte i feriti che ci sono stati per i botti, ma tanto ci sono ogni anno, e non so come facciano a non capire la pericolosità di certe cose, sono successe altre cose nella notte del 31/12/08 che vi racconto brevemente:

Furgoni bruciati1 FurgoniBruciati_150

Sono stati bruciati da ignoti 3 furgoni di una ditta specializzata nella distribuzione di giornali parcheggiati all’interno di un deposito nel quartiere di Sambiase. Ecco una foto presa dal sito www.lameziaoggi.it, il racket non siposa neanche durante le feste.

Caparezza a Lamezia

Lieto evento finalmente, Caparezza ha festeggiato il capodanno insieme ai lametini accorsi numerosi in Piazza per cantare e ballare le sue canzoni.  Concerto energico e movimentato grazie anche al protagonista che ha reso partecipe il pubblico entusiasta. Ecco alcune foto prese dal sito www.lameziaoggi.it CaparezzaLamezia_150-01     CaparezzaLamezia_150-02CaparezzaLamezia_150-06

Giovane bruciato vivo: il fratello scomparso 2 anni fa

La mattina del 01/01/09 è stato trovato a Curinga un ragazzo di 23 anni, Cristian Galati, legato e bruciato, ma vivo. Il ragazzo è stato subito trasportato all’ospedale di Lamezia Terme dove i medici del pronto soccorso gli hanno riscontrato su tutto il corpo ustioni di terzo grado, un trauma cranico, e numerose lesioni. Secondo una prima ricostruzione, Cristian disoccupato ed incensurato, sarebbe stato visto fino alle 2 passeggiare sul corso di Filadelfia, dopodichè sarebbe stato avvicinato da due persone, Bruciato Vivomalmenato e poi trasportato in auto in una vicina campagna, precisamente a Curinga e qui sarebbe stato legato e picchiato selvaggiamente, poi cosparso di benzina e dato alle fiamme. Una cosa atroce, la tortura… ho parlato proprio pochi giorni fa del fatto che in Italia non c’è una legge sulla tortura (vedi post del 17/12/08), cosa può aver fatto di tanto orribile da meritare questo trattamento? C’è di più, Cristian è il fratello di Valentino, il ragazzo scomparso il 27 dicembre 2006 e mai più ritrovato, vittima della lupara bianca… Infatti si pensa che o Cristian abbia scoperto qualcosa riguardo valentino galatila scomparsa del fratello o come ha detto il padre, qualcuno lo accusa di aver incendiato la propria auto e quindi lo ha ripagato con la “stessa” moneta, tu mi bruci l’auto e io brucio te, praticamente la stessa cosa!!!! Siamo davvero nel 2009? Non credo. Cristian nel frattempo è stato trasferito in eliambulanza al centro grandi ustionati di Bari. Le condizioni del giovane permangono gravi (ha la testa fracassata ed ustioni di terzo grado su tutto il corpo) anche se i sanitari non disperano di salvargli la vita. La foto del luogo del ritrovamento di Cristian è stata presa dal sito www.lameziaoggi.it e la foto del fratello Valentino presa dal sito www.chilhavisto.rai.it

postato da: giulialamezia alle ore 02/01/2009 11:18 | link | commenti
categorie: cronaca, racket, lamezia terme, misteri scomparse, bombe intimidazioni
sabato, 06 dicembre 2008

Agguato a Lamezia

Ieri sera intorno alle 18.30 in via Aldo Moro, punto snaicentralissima via di Lamezia Terme, in un punto Snai una persona è entrata a volto coperto e ha sparato con una pistola con silenziatore contro Villella AntonioAntonio Villella, pregiudicato di 32 anni intento a giocare una schedina.  Ferito, è stato trasportato immediatamente all'ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme.arma del delitto Ancora non è chiaro se è stato solo un avvertimento o il killer doveva uccidere e non ha portato a compimento il suo compito, anche se quest'ultima ipotesi è molto azzardata, è difficile che i killer sbaglino o non portino a termine il loro "lavoro". Non si fermano quindi le sparatorie in pieno centro cittadino, anzi continuano a farle in strade sempre più trafficate e questa volta anche all'interno di un esercizio commerciale pubblico.

Le foto sono state prese dal sito www.lameziaoggi.it

postato da: giulialamezia alle ore 06/12/2008 09:47 | link | commenti
categorie: cronaca, lamezia terme, sparatoria a lamezia
venerdì, 21 novembre 2008

Foto omicidio 2

Vi posto altre foto di Robertino e della sua Lancia Y blu:

3

1

4

2

 

 

postato da: giulialamezia alle ore 21/11/2008 10:14 | link | commenti
categorie: cronaca, lamezia terme, omicidi a lamezia
mercoledì, 19 novembre 2008

Foto omicidio

Ci sono riuscita, ho preso il giornale e ho scannerizzato le foto che avevo promesso di pubblicare, ho dovuto sforzarmi di guardarle, di pensare a cosa è successo all'interno di quell'auto e a che fine ha fatto questa persona, anche se ancora non ci credo, mi sembra impossibile, troppo lontano dalla realtà, troppo distante dalla vita normale. Non può chiamarsi vita questa.

Robertino

Eppure è così, un ragazzo di 24 anni lontano da ambienti mafiosi è morto, e soprattutto è morto così. Come dobbiamo vivere? Con la paura? Con il terrore? Spero prenderanno i responsabili, e si capirà il perchè di una fine così terribile anche se credo che non ci sia spiegazione che tenga. Robertino è morto in quest'auto, per chi volesse dettagli su questa storia, basta leggere il post precedente del 14/11/08. Con  queste foto non devo aggiungere altro, la crudeltà è davanti ai vostri occhi, non c'è bisogno che io dica nulla.

auto lontano

auto vicino 

p.s. la foto di Roberto pubblicata sul giornale è vecchia di qualche anno, ora era molto diverso.

postato da: giulialamezia alle ore 19/11/2008 16:25 | link | commenti
categorie: cronaca, lamezia terme, omicidi a lamezia
venerdì, 14 novembre 2008

Lamezia: ucciso Robertino, 24 anni

Ieri sera tra le 19 e le 20 è stato ucciso un ragazzo a Lamezia, Roberto Amendola, aveva 24 anni. I carabinieri sono stati avvisati da una chiamata anonima che riferiva che nel rione Capizzaglie c’era un auto avvolta dalle fiamme. Precipitatisi sul posto insieme ai vigili del fuoco che hanno spento l’incendio si sono trovati davanti uno spettacolo orribile. Dentro l’auto, una lancia y blu divenuta bianca dopo le fiamme, c’era il corpo completamente carbonizzato di Roberto Amendola, un giovane lametino già conosciuto alle forze dell’ordine. Robertino, come lo chiamavano gli amici, aveva precedenti per rapina ma non faceva parte di nessun clan mafioso. Purtroppo però è morto nella maniera più brutale. Sembra che Robertino sia stato prima sparato e poi i killer abbiamo cosparso di benzina il suo corpo e la sua auto dando tutto alle fiamme per renderlo irriconoscibile, per cancellare ogni traccia o per punirlo di un tradimento o perché ha visto qualcosa che non doveva vedere. Solitamente il bruciare qualcuno è uno sfregio che si fa ai traditori, agli infami, ma Robertino non avrebbe mai tradito nessuno, era una persona affidabile che credeva nell’amicizia e si faceva sempre i fatti suoi. Ma qualcosa evidentemente è successo, qualcosa che l’ha portato a morire e a spegnere per sempre il suo sorriso. In questo momento il mio pensiero va a te Rò ma anche ai tuoi familiari e soprattutto ai tuoi genitori che ti vogliono un bene dell’anima e che in questo momento stanno soffrendo tantissimo. Tua mamma che ti adorava, sempre ansiosa di sapere dov'eri ora non ti rivedrà più. Addio.

nota:pomeriggio o domani pubblicherò alcune foto dell'omicidio

postato da: giulialamezia alle ore 14/11/2008 11:56 | link | commenti
categorie: cronaca, lamezia terme, omicidi a lamezia
lunedì, 10 novembre 2008

Bombe, ancora!

Non è possibile, non si ha un attimo di respiro. Eh sì, è scoppiata un'altra bomba, mini rispetto alle altre, sembra infatti abbia provocato meno danni. E' successo domenica notte intorno all' 1:00. Nel mirino del racket questa volta è finita una macelleria situata nella zona di Capizzaglie, nel quartiere di Nicastro. L'ordigno ha danneggiato la saracinesca dell'esercizio commerciale e un muretto vicino. L'ennesima bomba è scoppiata a distanza di soli quattro giorni dall'esplosione dell'auto di un operaio a Sant'Eufemia, ed a sei dall'intimidazione di matrice politica avvenuta lunedì scorso ai danni della villa al mare del consigliere regionale Franco Talarico. Nel frattempo continuiamo a vivere aspettando di vedere quale sarà il prossimo negozio che salterà in aria. Viva l'Italia! 

postato da: giulialamezia alle ore 10/11/2008 09:37 | link | commenti
categorie: racket, lamezia terme, bombe intimidazioni
mercoledì, 05 novembre 2008

Altri due attentati

Non ci si riposa mai in questa città, dopo i due attentati ai danni del consigliere regionale Franco Talarico, Lamezia trema ancora, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ieri mattina un incendio ha distrutto l’auto di Daniele Esposito, presidente del consiglio comunale di Decollatura, paese vicino Lamezia, mentre ieri sera intorno alle 21.30 una bomba ha mandato in frantumi l’auto di un operaio di 27 anni, Stefano Piredda, nella zona di Sant’Eufemia Lamezia, distruggendo molte finestre delle abitazioni vicine. Si respira un clima strano, è da un pò che non ci sono omicidi fortunatamente, l'ultimo infatti risale al 31 luglio ma ci sono comunque altri tipi di violenze, estorsioni, bombe, incendi, spari. Tira una brutta aria e a volte se si fa il resoconto di tutto quello che succecde in un mese si stenta a crederci, sembra di vivere a Bagdad e non in Italia!

postato da: giulialamezia alle ore 05/11/2008 12:56 | link | commenti (2)
categorie: cronaca, racket, lamezia terme, bombe intimidazioni
martedì, 04 novembre 2008

Bombe e spari contro esponente politico

Il 30-10 a Lamezia sono stati sparati alcuni colpi di pistola contro il portone dell’abitazione di un esponente regionale dell’Udc, Franco Talarico, segretario dell’Udc della Calabria. Attualmente non si conosce il motivo di quest’intimidazione anche se Talarico è conosciuto come persona seria, non corruttibile, posata, quindi è probabile che abbia dato fastidio a qualcuno. Ma il fastidio dev’essere stato proprio tanto visto che anche ieri 03-11 davanti all’abitazione estiva del segretario è stato commesso un altro atto intimidatorio,  è stata fatta esplodere infatti un ordigno davanti la residenza estiva del consigliere regionale.  Nel frattempo Casini ha richiesto a Maroni protezione per Talarico. A Lamezia quindi qualcuno torna a farsi sentire con bombe e spari.

postato da: giulialamezia alle ore 04/11/2008 09:31 | link | commenti
categorie: cronaca, lamezia terme, bombe intimidazioni
giovedì, 16 ottobre 2008

Ritrovate le bambine scomparse

Sono state "ritrovate" questa mattina Sophie e Valerie, le due sorelline scomparse circa 10 giorni fa da Reims, in Francia. A quanto si sa le bambine si sono presentate a scuola come se niente fosse, la preside vedendole ha così chiamato la GualtieriSophieGualtieriValeriepolizia che è intervenuta immediatamente portandole in commissariato per interrogarle e cercare di capire dove siano state in questi giorni. La madre è stata avvertita immediatamente ed è partita da Lamezia con il suo avvocato per riabbracciare finalmente le figlie. Nel frattempo il padre delle ragazze è stato posto in stato di fermo ma non si conoscono ancora i motivi, anche se presuppongo che Valerie e Sophie abbiano detto che le abbia nascoste lui o la polizia è arrivata al punto da avere confermati quelli che prima erano solo dei sospetti. La mamma si dice felicissima ovviamente, è emozionata al pensiero di riabbracciare le figlie che non vede da luglio 2007 e spero si facciano chiarimenti su questa faccenda terribile. Si dice contenta anche perchè la polizia francese le ha confermato che le figlie stanno bene. Per ora si è risolto tutto per il meglio, vedremo come andrà a finire.
postato da: giulialamezia alle ore 16/10/2008 18:06 | link | commenti
categorie: cronaca, lamezia terme, misteri scomparse