Una testa mozzata di agnello è stata lasciata davanti agli uffici della segreteria regionale della Cisl di Lamezia Terme.
Il macabro reperto, sanguinante e avvolto in una busta di plastica, era accompagnato da un biglietto anonimo recante minacce di morte. Subito dopo il rinvenimento il segretario generale Calabria Luigi Sbarra ha avvertito le forse dell’ordine che hanno svolto i rilievi e gli adempimenti del caso, sequestrando il pacco e convocando successivamente negli uffici del commissariato i dirigenti sindacali per l’apertura formale delle indagini.
n.b. la foto dovrebbe essere di una testa di coniglio che ho trovato su google, l’ho postata giusto per rendere l’idea dello spavento che ha subito chi l’ha trovata.
p.s. splinder ha deciso di eliminare la foto della testa di coniglio sanguinante, non capisco perchè. Forse impressiona qualcuno? Beh il senso era proprio quello, far capire la crudeltà del gesto e il suo significato intimidatorio.
E’ stato un capodanno intenso, pieno di eventi, soprattutto negativi…ovviamente. A parte i feriti che ci sono stati per i botti, ma tanto ci sono ogni anno, e non so come facciano a non capire la pericolosità di certe cose, sono successe altre cose nella notte del 31/12/08 che vi racconto brevemente:
Furgoni bruciati
Sono stati bruciati da ignoti 3 furgoni di una ditta specializzata nella distribuzione di giornali parcheggiati all’interno di un deposito nel quartiere di Sambiase. Ecco una foto presa dal sito www.lameziaoggi.it, il racket non siposa neanche durante le feste.
Caparezza a Lamezia
Lieto evento finalmente, Caparezza ha festeggiato il capodanno insieme ai lametini accorsi numerosi in Piazza per cantare e ballare le sue canzoni. Concerto energico e movimentato grazie anche al protagonista che ha reso partecipe il pubblico entusiasta. Ecco alcune foto prese dal sito www.lameziaoggi.it


Giovane bruciato vivo: il fratello scomparso 2 anni fa
La mattina del 01/01/09 è stato trovato a Curinga un ragazzo di 23 anni, Cristian Galati, legato e bruciato, ma vivo. Il ragazzo è stato subito trasportato all’ospedale di Lamezia Terme dove i medici del pronto soccorso gli hanno riscontrato su tutto il corpo ustioni di terzo grado, un trauma cranico, e numerose lesioni. Secondo una prima ricostruzione, Cristian disoccupato ed incensurato, sarebbe stato visto fino alle 2 passeggiare sul corso di Filadelfia, dopodichè sarebbe stato avvicinato da due persone,
malmenato e poi trasportato in auto in una vicina campagna, precisamente a Curinga e qui sarebbe stato legato e picchiato selvaggiamente, poi cosparso di benzina e dato alle fiamme. Una cosa atroce, la tortura… ho parlato proprio pochi giorni fa del fatto che in Italia non c’è una legge sulla tortura (vedi post del 17/12/08), cosa può aver fatto di tanto orribile da meritare questo trattamento? C’è di più, Cristian è il fratello di Valentino, il ragazzo scomparso il 27 dicembre 2006 e mai più ritrovato, vittima della lupara bianca… Infatti si pensa che o Cristian abbia scoperto qualcosa riguardo
la scomparsa del fratello o come ha detto il padre, qualcuno lo accusa di aver incendiato la propria auto e quindi lo ha ripagato con la “stessa” moneta, tu mi bruci l’auto e io brucio te, praticamente la stessa cosa!!!! Siamo davvero nel 2009? Non credo. Cristian nel frattempo è stato trasferito in eliambulanza al centro grandi ustionati di Bari. Le condizioni del giovane permangono gravi (ha la testa fracassata ed ustioni di terzo grado su tutto il corpo) anche se i sanitari non disperano di salvargli la vita. La foto del luogo del ritrovamento di Cristian è stata presa dal sito www.lameziaoggi.it e la foto del fratello Valentino presa dal sito www.chilhavisto.rai.it
Non è possibile, non si ha un attimo di respiro. Eh sì, è scoppiata un'altra bomba, mini rispetto alle altre, sembra infatti abbia provocato meno danni. E' successo domenica notte intorno all' 1:00. Nel mirino del racket questa volta è finita una macelleria situata nella zona di Capizzaglie, nel quartiere di Nicastro. L'ordigno ha danneggiato la saracinesca dell'esercizio commerciale e un muretto vicino. L'ennesima bomba è scoppiata a distanza di soli quattro giorni dall'esplosione dell'auto di un operaio a Sant'Eufemia, ed a sei dall'intimidazione di matrice politica avvenuta lunedì scorso ai danni della villa al mare del consigliere regionale Franco Talarico. Nel frattempo continuiamo a vivere aspettando di vedere quale sarà il prossimo negozio che salterà in aria. Viva l'Italia!
Non ci si riposa mai in questa città, dopo i due attentati ai danni del consigliere regionale Franco Talarico, Lamezia trema ancora, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ieri mattina un incendio ha distrutto l’auto di Daniele Esposito, presidente del consiglio comunale di Decollatura, paese vicino Lamezia, mentre ieri sera intorno alle 21.30 una bomba ha mandato in frantumi l’auto di un operaio di 27 anni, Stefano Piredda, nella zona di Sant’Eufemia Lamezia, distruggendo molte finestre delle abitazioni vicine. Si respira un clima strano, è da un pò che non ci sono omicidi fortunatamente, l'ultimo infatti risale al 31 luglio ma ci sono comunque altri tipi di violenze, estorsioni, bombe, incendi, spari. Tira una brutta aria e a volte se si fa il resoconto di tutto quello che succecde in un mese si stenta a crederci, sembra di vivere a Bagdad e non in Italia!
Il 30-10 a Lamezia sono stati sparati alcuni colpi di pistola contro il portone dell’abitazione di un esponente regionale dell’Udc, Franco Talarico, segretario dell’Udc della Calabria. Attualmente non si conosce il motivo di quest’intimidazione anche se Talarico è conosciuto come persona seria, non corruttibile, posata, quindi è probabile che abbia dato fastidio a qualcuno. Ma il fastidio dev’essere stato proprio tanto visto che anche ieri 03-11 davanti all’abitazione estiva del segretario è stato commesso un altro atto intimidatorio, è stata fatta esplodere infatti un ordigno davanti la residenza estiva del consigliere regionale. Nel frattempo Casini ha richiesto a Maroni protezione per Talarico. A Lamezia quindi qualcuno torna a farsi sentire con bombe e spari.
Nella notte tra domenica e lunedì scorsi nella zona di Sant’Eufemia Lamezia è stata incendiata una Toyota Yaris appartenente al geometra Enzo Laganà, dipendente comunale nel settore dei lavori pubblici. In passato nello staff dell’attuale sindaco e stretto collaboratore del presidente della società Lamezia Multiservizi (che si occupa principalmente di rifiuti). L’auto era parcheggiata davanti casa e il geometra era all’interno dell’abitazione quando a un certo punto è stato avvisato dai vicini, si è immediatamente precipitato all’esterno e ha cercato di spegnere l’incendio che evidentemente era stato appena appiccato. E’ servito comunque l’intervento dei vigili del fuoco per spegnerlo. Solo la notte prima (vedi post del 30/09/08) un’altra auto era stata presa di mira dai malviventi sparandole contro 7 colpi di pistola, un avvertimento come un altro per dire ai proprietari dei mezzi di stare attenti qualsiasi siano le ragioni.
Sabato sera intorno alle 22.30 in via Leonardo Da Vinci qualcuno si è avvicinato all’ auto del proprietario del bar “Chicco d’oro” e ha scaricato il suo caricatore. Il proprietario era all’interno del locale con dei clienti quando si è sentita la tremenda raffica di colpi. Si sono precipitati fuori dove hanno potuto vedere l’auto del proprietario a mo’ di scolapasta. Sette i colpi di pistola. Questa è la versione ufficiale. Poi c’è anche il passaparola che possono essere invenzioni della gente o cose reali che sono sfuggite ai giornalisti. Si dice che il proprietario dell’auto e del bar ogni sera mettesse il figlio a dormire in macchina prima di portarlo a casa ma sabato non l’ha fatto. Quindi le cose sono due o gli attentatori sapevano che l’auto quella sera era vuota o è stato fortunato il barista a non mettere suo figlio in auto proprio quella sera.
L’altra notizia è che dopo gli spari e l’arrivo dei carabinieri, mentre gli agenti stavano effettuando i rilievi sull’auto, è arrivata una telefonata al proprietario dove qualcuno gli avrebbe detto “I prossimi sono per te”. Credo che solo immaginare quella voce al telefono che ti dice queste parole faccia rabbrividire. Ricordo comunque che queste ultime due notizie non sono confermate. E’ passato solo qualche giorno dall’intimidazione fatta ad un avvocato facendogli saltare il cancello di casa, eppure questi signori si permettono di fare attentati del genere in pieno giorno o in mezzo al traffico cittadino o di sabato sera, sempre quando c’è pieno di gente per le strade proprio per far vedere e far capire a noi cittadini che loro non hanno paura di nessuno.
Ancora una bomba è stata fatta esplodere in città per minacciare qualcuno. Questa volta è toccato ad un professionista lametino, un avvocato penalista. La bomba è stata piazzata davanti il cancello d'ingresso della sua villa nella notte tra venerdì e sabato scorsi intorno alle 3 del mattino. Violentissima l'esplosione nel cuore della notte che ha scaraventato il cancello della villa a qualche metro di distanza e ha distrutto i vetri delle finestre di alcune abitazioni vicine. Ormai non si contano più le intimadazioni, le bombe, i proiettili vaganti, gli spari contro le vetrine, gli incendi, ecc...i boati durante la notte sono diventati normali per noi lametini, quasi come se qualcuno ci volesse far ricordare anche durante il sonno in che città viviamo nel caso lo volessimo dimenticare per un pò.
Ieri in via Garibaldi a Lamezia l'ennesimo atto intimidatorio. Una forte esplosione, intorno alle 14.10, tante le persone scese in strada spaventate, tante le auto con i vetri frantumati, qualche abitazione con le finestre distrutte.
Si tratta dell'ennesima intimidazione:
25 gennaio - una bomba in Via Adda distrugge l'ingresso di un negozio;
9 febbraio - in Via Duca d'Osta un ordigno fa saltare l'ingresso della Gabetti Immobiliare;
27 febbraio - un sacchetto con dentro alcune cartucce di fucile e pistola viene rinvenuto davanti all'ingresso del centro commerciale "Olimpo".
29 marzo - in Via Adda viene data alle fiamme una macchina.
xxxx - Alcuni colpi di pistola sono esplosi contro l'abitazione di un imprenditore specializzato nella distribuzione di giornali.
4 maggio - in Via Garibaldi è data alle fiamme una Fiat Panda nera
14 maggio - un ordigno fa saltare la saracinesca di un negozio in Via dei Mille. (vedi "Bomba a Lamezia" scritto il 15-05-08 c'è anche la foto)
xxxx - Bomba in pieno giorno piazzata all'ingresso di uno studio di consulenza finanziaria.
Non penso che in un mondo così possiamo permetterci il lusso di non finanziare le forze dell'ordine, di eliminare le intercettazioni o di intralciare il lavoro dei giudici.
Aggiungiamo, al già lungo elenco, un altro attentato ai danni di un imprenditore a Lamezia Terme. Sono stati dati alle fiamme la scorsa notte diversi mezzi agricoli della ditta “Celma sas”, di cui è titolare l'imprenditore Vincenzo Piacente insieme ai figli.
Un’azienda dove lavorano circa 30 persone, un’azienda grazie alla quale vanno avanti tante famiglie,un’azienda che è una delle più meritevoli nel suo campo ma non per questo è esonerata dal pagare il pizzo.
I mezzi, sei per la precisione, erano posteggiati nel piazzale antistante la ditta, messi in esposizione per la vendita, sono stati cosparsi di liquido infiammabile e dati alle fiamme.
Sono andati completamente distrutti sei veicoli ad uso agricolo e danneggiati altri mezzi vicini ovviamente questo grazie all'intervento dei vigili del fuoco che hanno evitato che le fiamme andassero oltre.
Il danno?? Da una prima analisi, si aggira sui 300 mila euro.
Si può condurre una vita nella paura? Cosa devono fare gli imprenditori? Certo, devono denunciare, ma qualche post fa ho portato l’esempio di un imprenditore che ha denunciato i suoi estorsori che sono stati liberati dopo poco per un difetto di notifica. Allora lo Stato da noi che vuole? Vuole che denunciamo per poi lasciarci soli? Ora quell’imprenditore secondo voi come vive? Ovvio, nella paura, nel terrore che a lui o ai suoi familiari o alla sua azienda possa succedere qualcosa. Vi sembra vita questa? Passare notti insonni e giorni a guardarsi sempre le spalle. No, non è vita. Ecco uno dei motivi per i quali la Calabria non andrà mai avanti.
L’altro ieri mentre guardavo in tv la puntata di Matrix, c’è stato un boato e mi sono sconvolta, non per il boato in sé, ma perché quando ho sentito questo scoppio rumorosissimo ho pensato “E’ una bomba” e dopo ho detto “Cavolo, per me è normale sentire delle bombe! Neanche se abitassi a Beirut!” E’ questo che mi ha sconvolto, il fatto di essere abituata a sentire bombe, spari, puzza di bruciato, è la normalità nella mia città. Ormai nessuno ci fa più caso. La bomba oltre al negozio ha causato danni alle autovetture parcheggiate di fronte. Ma tutto rientra nella normalità, il giorno dopo ci si informa e si viene a conoscenza di quale negozio è saltato in aria e ci si trova davanti a vetrine che prima erano lussuosissime ridotte così:
