Dopo tre mesi di agonia, è deceduto il piccolo Domenico che la serata del 25 giugno scorso è stato colpito mentre giocava a calcetto con gli amici da un fucile caricato a pallettoni. L’obiettivo dei killer era Gabriele Marrazzo, di 35 anni rimasto ucciso nell’agguato, ma alcuni frammenti di proiettili si sono conficcati nella piccola testa di Domenico che da allora è in coma. Era, perché il 21 settembre si è spenta per sempre la sua piccola vita. Ora vorrei capire una cosa, se uno di “mestiere” fa il killer, non deve sapere che il fucile a pallettoni non è una pistola che ha un proiettile e colpisce là dove tu la punti? Non lo sapeva questo assassino ignorante che era pericoloso per chiunque si trovasse nella direzione da lui presa? Mi viene da pensare che la ‘ndrangheta non segue più le sue famose leggi d’onore, perché non è la prima volta che viene toccato un bambino innocente, lo scorso anno uccisero il boss di Papanice Luca Megna, mentre aveva in braccio la figlia di 5 anni, rimasta gravemente ferita, nel 2007 per uccidere il boss Pirillo a Cirò marina, i killer fecero irruzione in un ristorante ferendo una bambina, la famosa strage di Natale del 2006 dove venne uccisa Maria Strangio e ferite altre quattro persone tra le quali un bambino. E le regole d’onore dove sono finite? Donne, bambini, ormai non contano più?
