come al solito, le persone alle quali portare rispetto sono i boss, perchè loro si fanno da soli, mica come Saviano che si è fatto sulle spalle degli altri!! Posso capire questi commenti quando vengono fatti da persone che hanno paura, ma a volte, troppo spesso vengono fatti solo per cattiveria, perchè si pensa che Saviano ci abbia marciato sopra per fare soldi. Non si pensa mai che Roberto Saviano è un ragazzo di 28 anni che ha rinunciato alla sua vita per parlare di coloro che, come dice lui, stuprano la sua terra. Nessuno pensa che vita fa? Nessuno pensa che non può andare in giro per strada da solo, in palestra, in un negozio, in un locale, ecc... No, si pensa solo ai soldi, ma io credo che nessuno cambierebbe la propria vita con quella di Saviano. Siamo solo ipocriti nel dire che ora lui è una star perchè le star non vivono così, non sono prigionieri dell'onestà, lui si. E lo Stato? Colluso con la mafia! Possiamo sperare che in Italia le persone oneste e vere possano andare avanti e condurre una vita normale? Possiamo sperare di sconfiggere le varie mafie? Io penso di no, fino a quando ci saranno persone disoneste in Parlamento non si risolverà mai nulla!

polizia che è intervenuta immediatamente portandole in commissariato per interrogarle e cercare di capire dove siano state in questi giorni. La madre è stata avvertita immediatamente ed è partita da Lamezia con il suo avvocato per riabbracciare finalmente le figlie. Nel frattempo il padre delle ragazze è stato posto in stato di fermo ma non si conoscono ancora i motivi, anche se presuppongo che Valerie e Sophie abbiano detto che le abbia nascoste lui o la polizia è arrivata al punto da avere confermati quelli che prima erano solo dei sospetti. La mamma si dice felicissima ovviamente, è emozionata al pensiero di riabbracciare le figlie che non vede da luglio 2007 e spero si facciano chiarimenti su questa faccenda terribile. Si dice contenta anche perchè la polizia francese le ha confermato che le figlie stanno bene. Per ora si è risolto tutto per il meglio, vedremo come andrà a finire.
In Francia, a Reims sono scomparse due bambine di 11 e 13 anni, Sophie e Valerie di Lamezia Terme. Sembra si siano allontanate volontariamente dalla casa paterna in quanto il tribunale francese come quello italiano le ha affidate alla madre e a loro a quanto pare questa decisione non andava bene. Ma spieghiamo bene come si sono svolti i fatti. Katia Navigante, lametina di 37 anni, e Renaldo Gualtieri, sono i genitori, separati, di Sophie e Valerie. Una storia tormentata per tutti che però ha raggiunto il culmine da quando la Corte d´appello di Reims ha deciso che le ragazze vanno affidate alla madre. La decisione, che rispecchia quella fatta dai giudici italiani, ha fatto scattare qualcosa. Il padre che abita in Francia ed aveva le figlie in casa sostiene di aver trovato una lettera in cui c´era scritto che erano scappate per non essere rispedite a Lamezia dalla madre. Ma Katia Navigante non ci crede, anzi è convinta che le abbia nascoste il padre. Era il 17 luglio dell´anno scorso quando Katia Navigante ha visto le sue piccole l´ultima volta.
Il giorno prima c´era stata l´udienza dal giudice del tribunale lametino Cesare Trapuzzano che le aveva affidate alla mamma, concedendo al padre soltanto un´ora a settimana per vederle. Ma il papà quel giorno aveva chiesto all´ex moglie di poter trascorrere il suo compleanno con loro. La mamma ha chiesto alle figlie, e solo due hanno accettato di andare col padre. La terza, la più grande di 15 anni, ha detto di no mentre le altre due sono ripartite in macchina con Renaldo e sono arrivate in Francia senza che la mamma sapesse nulla. Era successo altre due volte. La madre ricorda che nel 2005, il marito aveva promesso che le figlie sarebbero rimaste con lui qualche giorno, ma passarono 11 mesi. «Ho tentato diverse volte di chiamarle, ma non me le faceva sentire al telefono». È tutta diversa la versione dell´ex marito. Secondo lui le figlie odiano la madre, e l´hanno scritto anche nella lettera lasciata a casa prima di scomparire. Le adolescenti chiamavano la madre solo con l´impersonale pronome «lei», e detestavano Lamezia e tutto quanto avevano lasciato in Calabria. Secondo la signora Katia invece quella lettera che le ha mostrato la polizia francese è stata scritta dalle figlie «ma sotto dettatura». Era lo scorso agosto quando la mamma ha sentito l´ultima volta la più piccola delle figlie. Undici anni appena. Seguita da uno psicologo come le sue sorelle. «M´ha chiamato lei», rammenta la madre, «ma parlava in tutta fretta, come se fosse controllata da qualcuno». In un´altra telefonata qualche giorno dopo c´era stato uno scambio di parole affettuosa con la sorella grande rimasta a casa a Lamezia. Era il suo compleanno il 24 agosto. Infine verso la fine di quello stesso mese mamma Katia ha trovato tre chiamate di seguito sul telefonino. Era una delle sue figlie lontane.
Ma aveva dimenticato il cellulare a casa e lei si trovava fuori, non ha potuto rispondere. «La cosa strana», osserva, «è che chiamava da una cabina telefonica pubblica. Ho fatto delle ricerche su internet ed ho rintracciato il numero chiamante». La signora appena saputo della scomparsa delle figlie è saltata su un aereo col suo compagno e l´amico di famiglia Rosario Messone per raggiungere Reims. «Mi volevo rendere conto di persona di cosa sta accadendo lì». Ma una cosa strana a parte il padre che le ha portate con sé per lunghi periodi più di una volta, c’è. Due ragazzine di 11 e 13 anni secondo voi è possibile che non si portino dietro i cellulari? Io penso che a quell’età la cosa più importante siano i telefonini (purtroppo) e a me il fatto che li abbiano lasciati a casa mi sembra strano.
Un professore universitario, Adolfo Parmaliana di 50 anni si è ucciso gettandosi da un viadotto. Il motivo? Ha denunciato nel corso degli anni collusioni tra le cosche mafiose di Messina e insospettabili personaggi. E la GIUSTIZIA cos'ha fatto invece di raccogliere le denunce di un onesto cittadino? L'ha rinviato a giudizio per diffamazione! Ma ci rendiamo conto in che Stato viviamo? E pensate che questo è lo stesso Stato che ci dice che dobbiamo collaborare con le forze dell'ordine e con la magistratura altrimenti le varie mafie esistenti in Italia non saranno mai sconfitte. Il professore in una lettera scrive di un complotto contro di lui messo a punto dai vertici della procura di Barcellona Pozzo di Gotto, evidentemente aveva toccato qualche personaggio importante. Purtroppo in Italia funziona così, va tutto alla rovescia, chi denuncia viene a sua volta accusato e chi sta con la mafia viene promosso in Parlamento. Ieri sera su Rai Tre c'è stato un programma che parlava di vari intrecci tra imprenditori, carabinieri, finanzieri, magistrati,politici, gente insospettabile che costituivano un'associazione a delinquere tra i quali c'era anche Cuffaro, allora Presidente della Regione Sicilia. La conseguenza di questi intrecci si è momentaneamente fermata il 18/01/08 quando Cuffaro viene dichiarato colpevole di favoreggiamento semplice nel processo di primo grado per le talpe alla Dda di Palermo e condannato a 5 anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Alla lettura della sentenza dichiara di non avere nessuna intenzione di dimettersi da Presidente della Regione Sicilia ma nonostante il 24/01/08 l’Assemblea regionale siciliana respinge la mozione di sfiducia (53 voti contro 32) presentata dal centro sinistra, Cuffaro si dimette dopo 2 giorni. Si dichiara però fiero della sentenza perché non è stato condannato per associazione mafiosa, infatti non ha aiutato cosa nostra, ma solo dei singoli individui appartenenti a cosa nostra!!!!!!!!!! Ecco l’Italia! E poi mi viene un dubbio, quando si dice “interdetto in modo perpetuo dai pubblici uffici” cosa s’intende? Mi spiego, il Parlamento non dovrebbe essere un pubblico ufficio? Evidentemente no visto che Cuffaro ora è addirittura SENATORE! E’ stato eletto 3 mesi dopo la sentenza. Beh devo dire che quella poltrona se l'è meritata, ha fatto una lunga e travagliata gavetta. Vi posto (di nuovo)un video per farvi vedere che Senatore abbiamo e per farvi capire che se tutto va bene siamo rovinati! Il filmato è del 1991, Cuffaro all’epoca era deputato regionale.
Nella notte tra domenica e lunedì scorsi nella zona di Sant’Eufemia Lamezia è stata incendiata una Toyota Yaris appartenente al geometra Enzo Laganà, dipendente comunale nel settore dei lavori pubblici. In passato nello staff dell’attuale sindaco e stretto collaboratore del presidente della società Lamezia Multiservizi (che si occupa principalmente di rifiuti). L’auto era parcheggiata davanti casa e il geometra era all’interno dell’abitazione quando a un certo punto è stato avvisato dai vicini, si è immediatamente precipitato all’esterno e ha cercato di spegnere l’incendio che evidentemente era stato appena appiccato. E’ servito comunque l’intervento dei vigili del fuoco per spegnerlo. Solo la notte prima (vedi post del 30/09/08) un’altra auto era stata presa di mira dai malviventi sparandole contro 7 colpi di pistola, un avvertimento come un altro per dire ai proprietari dei mezzi di stare attenti qualsiasi siano le ragioni.