Chi sono

Utente: giulialamezia
Una ragazza a volte solare e altre incazzata con il mondo intero. Odio le ingiustizie e la povertà d'animo e nel mio piccolo combatto per cambiare qualcosa.

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martedì, 21 ottobre 2008

Roberto Saviano, un eroe dei nostri giorni.

Roberto Saviano è una persona che ha scritto un libro come potrebbero fare tanti, ma solo lui ha avuto il coraggio di farlo e per questo dovrebbe essere osannato invece è trattato come un fenomeno mediatico. L'altra sera era a Matrix e fin qui tutto normale, ma due giorni dopo è stata rimandata la sua intervista sempre nello stesso programma e questo non perchè fosse importante, ma solo perchè Matrix con lui ha avuto un picco di ascolti, ha avuto uno share altissimo e allora perchè non farlo vedere di nuovo per raggiungere lo stesso o simile risultato senza muovere un dito? Ormai anche la vita delle persone è diventata un business. Comunque è stato mandato un servizio di alcuni ragazzi che parlavano male di Saviano,roberto saviano come al solito, le persone alle quali portare rispetto sono i boss, perchè loro si fanno da soli, mica come Saviano che si è fatto sulle spalle degli altri!! Posso capire questi commenti quando vengono fatti da persone che hanno paura, ma a volte, troppo spesso vengono fatti solo per cattiveria, perchè si pensa che Saviano ci abbia marciato sopra per fare soldi. Non si pensa mai che Roberto Saviano è un ragazzo di 28 anni che ha rinunciato alla sua vita per parlare di coloro che, come dice lui, stuprano la sua terra. Nessuno pensa che vita fa? Nessuno pensa che non può andare in giro per strada da solo, in palestra, in un negozio, in un locale, ecc... No, si pensa solo ai soldi, ma io credo che nessuno cambierebbe la propria vita con quella di Saviano. Siamo solo ipocriti nel dire che ora lui è una star perchè le star non vivono così, non sono prigionieri dell'onestà, lui si. E lo Stato? Colluso con la mafia! Possiamo sperare che in Italia le persone oneste e vere possano andare avanti e condurre una vita normale? Possiamo sperare di sconfiggere le varie mafie? Io penso di no, fino a quando ci saranno persone disoneste in Parlamento non si risolverà mai nulla!
postato da: giulialamezia alle ore 21/10/2008 11:41 | link | commenti
categorie: cronaca, roberto saviano
giovedì, 16 ottobre 2008

Ritrovate le bambine scomparse

Sono state "ritrovate" questa mattina Sophie e Valerie, le due sorelline scomparse circa 10 giorni fa da Reims, in Francia. A quanto si sa le bambine si sono presentate a scuola come se niente fosse, la preside vedendole ha così chiamato la GualtieriSophieGualtieriValeriepolizia che è intervenuta immediatamente portandole in commissariato per interrogarle e cercare di capire dove siano state in questi giorni. La madre è stata avvertita immediatamente ed è partita da Lamezia con il suo avvocato per riabbracciare finalmente le figlie. Nel frattempo il padre delle ragazze è stato posto in stato di fermo ma non si conoscono ancora i motivi, anche se presuppongo che Valerie e Sophie abbiano detto che le abbia nascoste lui o la polizia è arrivata al punto da avere confermati quelli che prima erano solo dei sospetti. La mamma si dice felicissima ovviamente, è emozionata al pensiero di riabbracciare le figlie che non vede da luglio 2007 e spero si facciano chiarimenti su questa faccenda terribile. Si dice contenta anche perchè la polizia francese le ha confermato che le figlie stanno bene. Per ora si è risolto tutto per il meglio, vedremo come andrà a finire.
postato da: giulialamezia alle ore 16/10/2008 18:06 | link | commenti
categorie: cronaca, lamezia terme, misteri scomparse
martedì, 14 ottobre 2008

Scomparse due bambine

In Francia, a Reims sono scomparse due bambine di 11 e 13 anni, Sophie e Valerie di Lamezia Terme. Sembra si siano allontanate volontariamente dalla casa paterna in quanto il tribunale francese come quello italiano le ha affidate alla madre e a loro a quanto pare questa decisione non andava bene. Ma spieghiamo bene come si sono svolti i fatti. Katia Navigante, lametina di 37 anni, e Renaldo Gualtieri, sono i genitori, separati, di Sophie e Valerie. Una storia tormentata per tutti che però ha raggiunto il culmine da quando la Corte d´appello di Reims ha deciso che le ragazze vanno affidate alla madre. La decisione, che rispecchia quella fatta dai giudici italiani, ha fatto scattare qualcosa. Il padre che abita in Francia ed aveva le figlie in casa sostiene di aver trovato una lettera in cui c´era scritto che erano scappate per non essere rispedite a Lamezia dalla madre. Ma Katia Navigante non ci crede, anzi è convinta che le abbia nascoste il padre. Era il 17 luglio dell´anno scorso quando Katia Navigante ha visto le sue piccole l´ultima volta. GualtieriSophieIl giorno prima c´era stata l´udienza dal giudice del tribunale lametino Cesare Trapuzzano che le aveva affidate alla mamma, concedendo al padre soltanto un´ora a settimana per vederle. Ma il papà quel giorno aveva chiesto all´ex moglie di poter trascorrere il suo compleanno con loro. La mamma ha chiesto alle figlie, e solo due hanno accettato di andare col padre. La terza, la più grande di 15 anni, ha detto di no mentre le altre due sono ripartite in macchina con Renaldo e sono arrivate in Francia senza che la mamma sapesse nulla. Era successo altre due volte. La madre ricorda che nel 2005, il marito aveva promesso che le figlie sarebbero rimaste con lui qualche giorno, ma passarono 11 mesi. «Ho tentato diverse volte di chiamarle, ma non me le faceva sentire al telefono». È tutta diversa la versione dell´ex marito. Secondo lui le figlie odiano la madre, e l´hanno scritto anche nella lettera lasciata a casa prima di scomparire. Le adolescenti chiamavano la madre solo con l´impersonale pronome «lei», e detestavano Lamezia e tutto quanto avevano lasciato in Calabria. Secondo la signora Katia invece quella lettera che le ha mostrato la polizia francese è stata scritta dalle figlie «ma sotto dettatura». Era lo scorso agosto quando la mamma ha sentito l´ultima volta la più piccola delle figlie. Undici anni appena. Seguita da uno psicologo come le sue sorelle. «M´ha chiamato lei», rammenta la madre, «ma parlava in tutta fretta, come se fosse controllata da qualcuno». In un´altra telefonata qualche giorno dopo c´era stato uno scambio di parole affettuosa con la sorella grande rimasta a casa a Lamezia. Era il suo compleanno il 24 agosto. Infine verso la fine di quello stesso mese mamma Katia ha trovato tre chiamate di seguito sul telefonino. Era una delle sue figlie lontane. GualtieriValerieMa aveva dimenticato il cellulare a casa e lei si trovava fuori, non ha potuto rispondere. «La cosa strana», osserva, «è che chiamava da una cabina telefonica pubblica. Ho fatto delle ricerche su internet ed ho rintracciato il numero chiamante». La signora appena saputo della scomparsa delle figlie è saltata su un aereo col suo compagno e l´amico di famiglia Rosario Messone per raggiungere Reims. «Mi volevo rendere conto di persona di cosa sta accadendo lì». Ma una cosa strana a parte il padre che le ha portate con sé per lunghi periodi più di una volta, c’è. Due ragazzine di 11 e 13 anni secondo voi è possibile che non si portino dietro i cellulari? Io penso che a quell’età la cosa più importante siano i telefonini (purtroppo) e a me il fatto che li abbiano lasciati a casa mi sembra strano.

postato da: giulialamezia alle ore 14/10/2008 10:05 | link | commenti
categorie: cronaca, lamezia terme, misteri scomparse
sabato, 04 ottobre 2008

I mafiosi premiati, gli onesti uccisi: l’Italia è diventata una barzelletta!

Un professore universitario, Adolfo Parmaliana di 50 anni si è ucciso gettandosi da un viadotto. Il motivo? Ha denunciato nel corso degli anni collusioni tra le cosche mafiose di Messina e insospettabili personaggi. E la GIUSTIZIA cos'ha fatto invece di raccogliere le denunce di un onesto cittadino? L'ha rinviato a giudizio per diffamazione! Ma ci rendiamo conto in che Stato viviamo? E pensate che questo è lo stesso Stato che ci dice che dobbiamo collaborare con le forze dell'ordine e con la magistratura altrimenti le varie mafie esistenti in Italia non saranno mai sconfitte. Il professore in una lettera scrive di un complotto contro di lui messo a punto dai vertici della procura di Barcellona Pozzo di Gotto, evidentemente aveva toccato qualche personaggio importante. Purtroppo in Italia funziona così, va tutto alla rovescia, chi denuncia viene a sua volta accusato e chi sta con la mafia viene promosso in Parlamento. Ieri sera su Rai Tre c'è stato un programma che parlava di vari intrecci tra imprenditori, carabinieri, finanzieri, magistrati,politici, gente insospettabile che costituivano un'associazione a delinquere tra i quali c'era anche Cuffaro, allora Presidente della Regione Sicilia. La conseguenza di questi intrecci si è momentaneamente fermata il 18/01/08 quando Cuffaro viene dichiarato colpevole di favoreggiamento semplice nel processo di primo grado per le talpe alla Dda di Palermo e condannato a 5 anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Alla lettura della sentenza dichiara di non avere nessuna intenzione di dimettersi da Presidente della Regione Sicilia ma nonostante il 24/01/08 l’Assemblea regionale siciliana respinge la mozione di sfiducia (53 voti contro 32) presentata dal centro sinistra, Cuffaro si dimette dopo 2 giorni. Si dichiara però fiero della sentenza perché non è stato condannato per associazione mafiosa, infatti non ha aiutato cosa nostra, ma solo dei singoli individui appartenenti a cosa nostra!!!!!!!!!! Ecco l’Italia! E poi mi viene un dubbio, quando si dice “interdetto in modo perpetuo dai pubblici uffici” cosa s’intende? Mi spiego, il Parlamento non dovrebbe essere un pubblico ufficio? Evidentemente no visto che Cuffaro ora è addirittura SENATORE! E’ stato eletto 3 mesi dopo la sentenza. Beh devo dire che quella poltrona se l'è meritata, ha fatto una lunga e travagliata gavetta. Vi posto (di nuovo)un video per farvi vedere che Senatore abbiamo e per farvi capire che se tutto va bene siamo rovinati! Il filmato è del 1991, Cuffaro all’epoca era deputato regionale.

postato da: giulialamezia alle ore 04/10/2008 12:11 | link | commenti (3)
categorie: politica, cronaca, rivoluzione, giustizia politicizzata

Altre due auto incendiate

Si tratta dell'auto di un operaio rumeno incendiata qualche giorno fa e l'auto di un operaio italiano bruciata l'altra notte. Entrambe nel quartiere di Sambiase.
postato da: giulialamezia alle ore 04/10/2008 09:15 | link | commenti
categorie: racket, lamezia terme, bombe intimidazioni
giovedì, 02 ottobre 2008

La camorra verrà sconfitta!

Secondo voi lo stato può risolvere il problema della camorra? Berlusconi è arrivato persino a dire che SCONFIGGERA’ la camorra. Ma mentre lo stato si occupa di questo fenomeno la mafia, la ‘ndrangheta e la sacra corona unita sono libere di fare ciò che vogliono perché i casalesi sbagliando con l’omicidio dei 6 immigrati hanno attirato i riflettori su sé stessi, proprio come aveva fatto la ‘ndrangheta con Fortugno e la strage di Duisburg e la mafia con i vari poliziotti e magistrati uccisi perché ricordiamo che la mafia non ha ucciso solo Falcone e Borsellino. Lo stato deve rivolgere la sua forza militare su tutto il territorio e non concentrarsi solo su un piccolo paesino. Castel Volturno è un piccolo paese, lo stato non può pensare che arrestando 100 persone in un paesino abbia sconfitto la camorra perché poi le accuse a tutte quelle 100 persone sono da dimostrare e scommetto che oggi quasi la metà degli arrestati è già a casa a ridere dello stato. Non è possibile che l’intelligence che ha mandato Maroni in 2 giorni abbia trovato prove ed elementi per far valere più di 100 arresti, perché allora mi verrebbe da pensare che quelli che finora erano a Castel Volturno si grattavano le palle. Non è accettabile una cosa del genere. E poi che senso ha arrestare tutte queste persone se già parlano di sovraffollamento delle carceri? Di braccialetti, di indulti, non pensate anche voi che ci stiano solo prendendo in giro? Ieri a Matrix si parlava della paura che hanno gli abitanti di Castel Volturno perché in un servizio le persone dicevano i poliziotti ci fanno compagnia, li vediamo, hanno fatto questi arresti e ci hanno rovinato, per noi sono persone in meno per strada quindi (parlava un barista) 100 caffè in meno e di conseguenza meno guadagno. Maroni allora dice che non è solo un problema risolvibile con la forza militare ma bisogna cambiare il pensiero sociale. Ma Maroni non ha capito che il pensiero della gente non può cambiare perché lo stato fa vedere che c’è solo dopo omicidi eccellenti (in questo caso l’eccellenza è costituita dal fatto che erano in 6 ad essere stati uccisi) e soprattutto si f vedere per qualche mese e poi sparisce per anni. Mentre i camorristi sono sempre lì, non si spostano, non si allontanano, sono lì in ogni momento. Allora mi chiedo perché dare la colpa alla gente che ha paura e non parla?
postato da: giulialamezia alle ore 02/10/2008 10:41 | link | commenti (3)
categorie: politica, cronaca

Altra intimidazione, questa volte va in fiamme l’auto.

Nella notte tra domenica e lunedì scorsi nella zona di Sant’Eufemia Lamezia è stata incendiata una Toyota Yaris appartenente al geometra Enzo Laganà, dipendente comunale  nel settore dei lavori pubblici. In passato nello staff dell’attuale sindaco e stretto collaboratore del presidente della società Lamezia Multiservizi (che si occupa principalmente di rifiuti). L’auto era parcheggiata davanti casa e il geometra era all’interno dell’abitazione quando a un certo punto è stato avvisato dai vicini, si è immediatamente precipitato all’esterno e ha cercato di spegnere l’incendio che evidentemente era stato appena appiccato. E’ servito comunque l’intervento dei vigili del fuoco per spegnerlo. Solo la notte prima (vedi post del 30/09/08) un’altra auto era stata presa di mira dai malviventi sparandole contro 7 colpi di pistola, un avvertimento come un altro per dire ai proprietari dei mezzi di stare attenti qualsiasi siano le ragioni.

postato da: giulialamezia alle ore 02/10/2008 10:40 | link | commenti
categorie: cronaca, racket, lamezia terme, bombe intimidazioni